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Sono entrambi convinti che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi, credono che non sia mai successo nulla fra loro.
ma che ne pensano le strade, le scale,
i corridoi dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro se non ricordano
– una volta un faccia a faccia in qualche porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta? –
ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere che
già da parecchio tempo
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando una risata
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa o lo scorso martedì
una fogliolina volò via da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte forse, lo stesso sogno, subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti è solo un seguito
e il libro degli eventi è sempre aperto a metà.

Wislawa Szymborska

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This entry was published on December 21, 2015 at 12:41 am. It’s filed under Wislawa Szymborska and tagged , . Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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