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Ho acceso tutte le mie candele
una ad una, con pazienza
affinché la mia luce non eccedesse
e il calore fosse abbastanza.
Affinché attorno a te fosse quiete.
Ma senza raggiungere quello splendore
che ti avrebbe accecata
anzi velando la fiamma, dove, troppo forte, ti avrebbe ferita
e nascondendo il bagliore, quando, troppo intenso, ti avrebbe urtata.
Ma nemmeno così,
nemmeno così
ho saputo moderare la luce dell’incanto
che brilla nei miei occhi
mentre ti guardo.
La luce dell’incanto
mentre mi guardi.
Ho spento tutte le mie candele allora
una ad una, con pazienza.
E ora attendo che arrivi una notte calma,
una notte ferma di spicchio di luna sottile,
una notte in cui poter uscire e
aprire gli occhi e
lasciare che dicano quanto accade
quando debbo amarti senza amarti.
Con le parole ti porterò allora
dove le parole non fanno paura
in quell’ombra profumata e blu
che accoglie e conforta e cura
Con le parole ti porterò allora
dove le parole calmano l’arsura
sotto quel raggio di sole obliquo
che riscalda e scioglie e rassicura
Le parole disegneranno per te
ciò che le parole non possono dire
nell’inesatta misura del limite
che le possiede, mature.

Ora attendo che arrivi una notte calma
una parola buona
una parola libera
per te.

 

Manuel Oliveira

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This entry was published on April 11, 2015 at 12:26 am and is filed under Uncategorized. Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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